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Salerno, morte all'ospedale psichiatrico
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SALERNO (13 agosto) - Francesco Mastrogiovanni è deceduto per un edema
polmonare provocato da un’insufficienza ventricolare sinistra. Sul suo
corpo sono state riscontrate lesioni su polsi e caviglie, segno
dell’utilizzo di legacci abbastanza spessi, plastica rigida o addirittura
filo di ferro. Comunque, lesioni derivanti da una forte pressione
esercitata con strumenti non leciti. Ma ora i medici legali della procura
vorranno capire anche il motivo scatenante di un edema polmonare che ha
poi determinato l’infarto. Sono alcuni dei dati emersi dall'autopsia
effettuata ieri mattina sul cadavere di Francesco Mastrogiovanni, il
maestro di scuola elementare di Castelnuovo Cilento sul cui decesso indaga
la procura di Vallo della Lucania.
Mastrogiovanni ricoverato il 31 luglio scorso all'ospedale San Luca in
seguito ad una crisi di nervi e conseguente certificato di trattamento
sanitario obbligatorio è morto dopo quattro giorni di degenza. La procura
della Repubblica ha aperto una indagine, diretta dal pm Francesco Rotondo,
a carico del primario Michele Di Genio e i medici Rocco Barone, Raffaele
Basto, Amerigo Mazza, Annunziata Buongiovanni, Michele Della Pepa, Anna
Angela Ruberto.
Ieri l’autopsia e la scoperta di profonde lesioni a polsi e caviglie. È
soprattutto su quest'ultimo aspetto che si incentrano le indagini della
Procura di Vallo della Lucania. Le lesioni, infatti, starebbero ad
indicare l'allettamento forzato del paziente e sull'eventuale accanimento
dei sanitari si incentrano le indagini. Durante l’esame del corpo,
disposto dal sostituto procuratore Francesco Rotondo, è stata rilevata in
effetti la presenza di profonde lesioni ai polsi e alle caviglie, dovute a
uno stato di contenzione prolungato, con l’utilizzo di mezzi fisici.
Una pratica estremamente invasiva, che però nella cartella clinica di
Mastrogiovanni non è mai menzionata né, tanto meno, motivata come prevede
la legge. È, infatti, ammessa solo in uno stato di necessità e deve durare
poche ore, fino alla terapia chimica. Mastrogiovanni, invece, secondo
l’ipotesi choc all’esame degli inquirenti, sarebbe rimasto legato al letto
per più giorni.
Nella sua cartella clinica, inoltre, ci sarebbe un “buco” di oltre 10 ore
rispetto ai trattamenti a cui il maestro è stato sottoposto prima di
morire, ovvero dalle ore 21 del 3 agosto fino alle 7,20 del giorno
successivo, quando i medici del reparto ne hanno constatato il decesso.
Durante l’autopsia sono stati eseguiti anche prelievi di tessuti che
saranno analizzati in un centro specializzato di Napoli. I risultati
potranno contribuire a chiarire il quadro clinico complessivo.
All’esame ha assistito per la procura pure uno psichiatra nominato come
consulente, per la famiglia i legali Caterina Mastrogiovanni e Loreto
D’Aiuto oltre al medico legale Francesco Lombardo. C’erano, poi, quasi
tutti i medici indagati, il loro nutrito collegio legale e i loro
consulenti, lo psichiatra Michele Lupo e il medico legale Giuseppe
Consalvo. L’ipotesi di reato, di cui devono rispondere i sanitari, è
omicidio colposo, salvo che dall’esame della cartella clinica e delle
video registrazioni sequestrate non emergano differenti profili di
responsabilità. Ad essere determinanti sono soprattutto le riprese girate
nella camera di Mastrogiovanni durante il trattamento di ritenuta e subito
dopo la sua morte, per verificare le azioni degli indagati.
In ogni caso l’inchiesta sembra destinata ad allargarsi all’acquisizione
delle cartelle cliniche degli altri pazienti sottoposti a trattamenti
psichiatrici nell’ospedale San Luca e forse in tutta l’ex Asl Salerno 3. I
funerali si svolgeranno oggi alle 18,30 nella chiesa di Santa Maria
Maddalena a Castelnuovo Cilento.
Puntuale la replica dei medici: «Finora sono state scritte solo falsità».
È il commento di Federico Conte e Antonio Conte, avvocati di Angela
Ruberto e Michele Di Genio, rispettivamente medico e direttore del
dipartimento di Psichiatria dell'ospedale 'San Luca' di Vallo della
Lucania (Salerno), a proposito delle notizie relative al decesso di
Francesco Mastrogiovanni.
«Contestiamo quanto finora pubblicizzato a mezzo stampa perché destituito
di qualsiasi fondamento - ha detto Antonio Fasolino, insieme a Francesca
Di Genio legale del primario di Psichiatria, Michele Di Genio - Il
professor Mastrogiovanni è giunto in ospedale a seguito di una emanazione
di un' ordinanza di 'trattamento sanitario obbligatorio' da parte del
comune di Pollica. I sanitari dell'ospedale di Vallo della Lucania hanno
seguito il protocollo previsto per casi come questo».
Elisabetta Manganiello