| 09/08/2009 - IL MATTINO |
ELISABETTA MANGANIELLO Vallo della Lucania. Paziente muore nel reparto psichiatrico dell’ospedale San Luca, la procura di Vallo apre un’inchiesta. Indagati i 7 medici che l’hanno avuto in cura. Francesco Mastrogiovanni, 58 anni, di Castelnuovo Cilento, insegnava alle elementari di Pollica. Ma il suo nome, trentasette anni fa, finì nell’inchiesta sul delitto politico di Carlo Favella, salvo poi essere scagionato proprio da un militante della destra. Quella drammatica vicenda, vissuta a 19 anni, però, gli lasciò segni profondi e sconvolse per sempre la sua vita. L’estate, con il caldo, era il suo periodo nero. E, per ritrovare la tranquillità, entrava e usciva dall’ospedale. Anche il 31 luglio scorso è arrivato al reparto di psichiatria del San Luca, in preda ad una crisi nervosa, ed è stato sottoposto dai sanitari a specifici trattamenti. Ai familiari che andavano a chiedere notizie, i medici rispondevano: «Tutto bene, ci vuole solo qualche giorno». Invece il 4 agosto mattina arriva la notizia shock: Francesco non ce l’ha fatta. Un improvviso arresto cardio-circolatorio avrebbe spezzato la sua vita. Ma le circostanze del decesso non sono chiare, di qui l’inchiesta avviata dalla procura della repubblica di Vallo. Gli stessi familiari di Mastrogiovanni non hanno conoscenza delle terapie a cui è stato sottoposto in quei 5 giorni di ricovero. «Vogliamo sapere cosa è successo, se ce l’hanno ammazzato», chiede la sorella Caterina Mastrogiovanni, anche lei insegnante e presidente dell’associazione Aspasia. E del fratello dice: «È stato sfortunato nella vita e anche nella morte. Speriamo sia fatta giustizia». Proprio per avere giustizia la famiglia ha già nominato i legali Loreto D’Aiuto e l’omonima cugina Caterina Mastrogiovanni, oltre al consulente medico Francesco Lombardo. Ci sono diversi particolari da accertare. C’è chi dice, infatti, che il decesso sarebbe avvenuto durante uno stato di sedazione e che il paziente fosse immobilizzato da strumenti di ritenuta. Gli inquirenti, intanto, per verificare la causa della morte, hanno disposto l’autopsia. In un primo momento doveva tenersi venerdì mattina, ma poi è stata rinviata a martedì prossimo, considerata la necessità di notificare i 7 avvisi di garanzia ai medici indagati. Di conseguenza anche i funerali fissati per venerdì pomeriggio sono stati rinviati alla prossima settimana. Nella piccola comunità di Castelnuovo Cilento la tragedia ha suscitato grande cordoglio. E in tanti hanno manifestato la loro solidarietà alla famiglia prostrata dal dolore, in particolare all’anziana madre e alle sorelle. In paese come nell’ambiente di lavoro Francesco era apprezzato e stimato. «Maestro, sei il più alto del mondo», gli ha scritto un piccolo alunno delle elementari di Pollica. La sua altezza fuori del comune spiccava, infatti, soprattutto tra quei bambini con cui sapeva essere dolcissimo. Alla ripresa di settembre, però, non lo troveranno. Il maestro “più alto del mondo” è andato via, in un posto sicuramente migliore per lui che in vita ha tanto sofferto. |