IL MATTINO - 23/02/2010
 
Luciana Mauro VALLO DELLA LUCANIA.

 

IL COMITATO INSORGE: GIUSTIZIA PER FRANCO E PER I DEBOLI

Al Centro Sociale di Salerno un incontro dei rappresentanti in attesa del verdetto

Caso Mastrogiovanni, grande attesa per l'esito della decisione del Riesame dopo le sospensioni dei medici del reparto psichiatria indagati. Ieri sera dibattito al Centro Sociale di Salerno. Al Riesame l'ordinanza del Gip di Vallo della Lucania Marrone che, accogliendo la richiesta di sospensione cautelare di 14 su 18 tra medici e infermieri del reparto di psichiatria dell'ospedale di Vallo avanzata dal pm Rotondo,ha aperto uno squarcio su una realtà inimmaginabile dopo la morte di Francesco Mastrogiovanni avvenuta il 4 agosto 2009,sta facendo drammaticamente emergere. «Anche questa morte poteva passare inosservata - affermano Giuseppe Tarallo, Giuseppe Galzerano e Vincenzo Serra del Comitato "Giustizia e verità" - se a fronte di certi segni riscontrati sulla salma del maestro non si fosse posato l'occhio attento dell'avvocato Loreto D'Aiuto, suo parente acquisito, presente in sala mortuaria, che ne chiese insieme ai familiari l'autopsia. Scattato il sequestro di atti e video la procura di Vallo ha potuto stabilire i primi elementi,difficilmente controvertibili e del tutto oggettivi, perchè comprovati dalla videoregistrazione installata nel reparto, che hanno smentito quanto affermato o scritto dagli indagati. Franco Mastrogiovanni, il "maestro più alto del mondo" per i suoi piccoli alunni, morì dopo quattro giorni legato al letto di contenzione. Una morte atroce, secondo i periti e secondo i magistrati. Francesco Mastrogiovanni, 58 anni, di Castelnuovo Cilento, faceva il maestro presso la scuola primaria di Pollica. Una gioventù, la sua, segnata dall'inchiesta sul delitto di Carlo Falvella, da cui però era uscito prosciolto. I suoi ultimi 4 giorni di vita iniziano lo scorso 31 luglio. Il maestro si trova al mare, in un camping di amici a San Mauro Cilento. Lì lo raggiungono i vigili urbani, i carabinieri e la capitaneria di porto, per eseguire il tso ordinato dal sindaco di Pollica. Mastrogiovanni si butta in mare nel tentativo di fuggire, ma ne esce qualche ora dopo, esausto. A questo punto si fa sedare ed entra nell'autoambulanza che lo porta all'ospedale di Vallo, dove muore il 4 agosto. Durante il ricovero resta sempre legato al letto. A ucciderlo è un edema polmonare acuto, ma i consulenti della Procura parlano di un collegamento con le modalità "illegittime" con cui è stata eseguita la contenzione.