6/02/2010
   
Vallo della Lucania Caso Mastrogiovanni, sotto accusa la gestione del reparto di psichiatria
 

"SEGNALATE GLI ABUSI,  INDAGHEREMO"

 
 
 

Elisabetta Manganiello

VALLO DELLA LUCANIA.

 «L'Asl Salerno sta raccogliendo informazioni sugli episodi denunciati. I componenti del comitato "Verità e giustizia per Francesco Mastrogiovanni" ci facciano pervenire il materiale in loro possesso, in particolare quello relativo agli episodi che nulla hanno a che vedere con l'assistenza». Il giorno dopo la conferenza stampa del comitato, che ha annunciato la presentazione di un esposto per chiedere indagini più ampie su tutta la vicenda, arriva la risposta dell'azienda sanitaria. E si rivolge direttamente agli amici e ai parenti del maestro di Castelnuovo Cilento, deceduto lo scorso 4 agosto mentre era ricoverato nel reparto di Psichiatria dell'ospedale San Luca di Vallo.

 La forma è quella di una nota, diffusa ieri dall'ufficio stampa, con cui l'Asl fa sapere che è già in corso un approfondimento dei fatti che sono stati denunciati. «Qualunque azione in contrasto con i principi assistenziali si pone contro gli stessi principi istitutivi delle Aziende sanitarie locali», si ribadisce nel comunicato. Tra i casi citati dal comitato c'è, per l'appunto, la denuncia che un anonimo internauta ha postato sul blog "La dimora del tempo sospeso", nella sezione dedicata alla morte di Mastrogiovanni, tra il 27 gennaio e il 2 febbraio scorsi. In questi due interventi si parla di fatti gravissimi che sarebbero avvenuti nel reparto dove è morto il maestro, anche traffici illeciti e una denuncia per violenza sessuale. Si attende, intanto, di conoscere quale sarà la decisione del tribunale della libertà di Salerno, dove è stata fissata per il 22 febbraio l'udienza di riesame sulla sospensione dalla professione scattata per 6 medici e 8 infermieri. Un provvedimento deciso dal gip Nicola Marrone, su richiesta del pm Francesco Rotondo. Per l'improvvisa carenza di personale medico e infermieristico il servizio psichiatrico di diagnosi e cura del San Luca è stato chiuso, ma dall'Asl ribadiscono la temporaneità del provvedimento. In sostituzione, il Dipartimento di salute mentale ha già attivato in via provvisoria presso il San Luca un ambulatorio counseling ospedaliero e un ambulatorio psichiatrico per rispondere alle esigenze di consulenza specialistica delle varie unità operative e per le chiamate in pronto soccorso. Inoltre, è stato disposto l'utilizzo esclusivo di un'autoambulanza per le urgenze legate ad esigenze psichiatriche. Nello stesso tempo è stato ampliato il numero dei posti letto disponibili nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura presso il presidio ospedaliero di Polla-Sant'Arsenio. Infine, è stata avviata la ristrutturazione dell'intero terzo piano dell'ospedale San Luca che, appena le vicende giudiziarie lo consentiranno, ospiterà il reparto di Psichiatria con un ulteriore aumento di posti letto. L'obiettivo è quello di mettere al servizio dell'utenza cilentana una struttura più innovativa, efficiente e moderna.

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06/02/2010    
Francesco Mastrogiovanni, 58 anni, di Castelnuovo Cilento, faceva il maestro presso la scuola primaria di Pollica. Una gioventù, la sua, segnata dall'inchiesta sul delitto di Carlo Falvella, da cui però era uscito prosciolto. I suoi ultimi 4 giorni di vita iniziano lo scorso 31 luglio. Il maestro si trova al mare, in un camping di amici a San Mauro Cilento. Lì lo raggiungono i vigili urbani, i carabinieri e la capitaneria di porto, per eseguire il tso ordinato dal sindaco di Pollica. Mastrogiovanni si butta in mare nel tentativo di fuggire, ma ne esce qualche ora dopo, esausto. A questo punto si fa sedare ed entra nell'autoambulanza che lo porta all'ospedale di Vallo, dove muore il 4 agosto. Durante il ricovero resta sempre legato al letto. A ucciderlo è un edema polmonare acuto, ma i consulenti della Procura parlano di un collegamento con le modalità "illegittime" con cui è stata eseguita la contenzione. Il corpo reca anche ferite evidenti ai polsi e alle caviglie, procurategli dalle fascette di contenzione, che nelle 80 ore di ricovero non gli sono mai state tolte. Né gli sono stati somministrati cibo o liquidi, se non attraverso le flebo. Il pannolone gli viene cambiato solo due volte in 4 giorni.