Un testimone oculare (figlio proprietaria campeggio Marina Piccola del
Comune di San Mauro Cilento) mi ha riferito che tra Francesco e le forze
dell’ordine, all’atto dell’esecuzione dell’ordinanza del sindaco di
Pollica, non c’è stata alcuna colluttazione, anzi gli è stato permesso di
fare la doccia, ha bevuto un caffè e fumato anche una sigaretta. Soltanto
in un primo momento Francesco ha tentato di fuggire buttantosi in acqua
(mare). Ma la sua fuga non poteva sortire alcune effetto perchè era
guardato a vista da mare (guardia costiera) e da terra (parecchi
carabinieri e polizia municipale di Pollica).Mi hanno riferito che a
Francesco subito dopo la sua uscita dall’acqua la d.ssa del reparto
psichiatrico di Vallo ha praticato due punture. Il medico legale della
famiglia che ha assistito all’autopsia invece fa cenno a segni di
colluttazione sul corpo di Francesco oltre alle ferite ai polsi e alle
caviglie. Personalmente ho avuto modo di vedere la ferita al polso
sinistro: era alquanto profonda, non era assolutamente un graffio!Tanti
gli interrogativi? In un primo momento si parlava di 4 auto tamponate.
Dopo di guida contromano nell’isola pedonale di Acciaroli (contromano
nell’ isola pedonale?).
Il sindaco di Pollica sulla base di quale certificato medico emette
l’ordinanza di TSO? Francesco è stato visitato quando guidava contromano?
Il Sindaco di Pollica può fare eseguire le sue ordinanze anche nel comune
vicino di San Mauro Cilento? Quasi contemporaneamente è stato effettuato
un altro TSO o quantomeno un’altra persona di Acciaroli (Attilio, amico di
Francesco) è stato ricoverato presso il reparto psichiatrico di Vallo
della Lucania (dove è morto Francesco). Il 3 agosto si reca presso il
reparto di psichiatria di Vallo della Lucania la nipote di Francesco
assieme al suo ragazzo. La ragazza si intrattiene con lo psichiatra di
turno che definisce Francesco un tipo atipico e sconsiglia la visita
parenti al degente (perchè è legato?). Francesco dopo i fatti giudiziari
dell’autunno del 1999 – condannato a 3 anni di reclusione a Vallo della
Lucania ma assolto in appello a Salerno – subisce due o tre TSO. L’ultimo
è stato tre o quattro anni addietro. In quelle occasioni a Francesco è
stato sempre consentito comunicare telefonicamente con la famiglia.
Stavolta solo una telefonata alla mamma quasi 80enne, la mattina del suo
ingresso in ospedale e poi il silenzio.Perchè stavolta non è stato
possibile? Per la direzione sanitaria e anche per il primario si è
trattata di una morte improvvisa e senza una causa ben definita. Per il
primario 10 minuti prima stava bene (con le ferite ai polsi e alle
caviglie ed ipersedato ?) anzi Francesco aveva tranquillamente parlato con
un infermiere. Ma con l’edema polmonare la morte è improvvisa? E’
possibile che nè i medici del reparto e nè il rianimatore intervenuto non
si sono accorti che Francesco è morto per asfissia? Perchè nella cartella
non c’è alcun cenno alla contenzione? A Francesco per due sere non viene
somministrata la terapia perchè dorme (cartella clinica). Non era
sufficiente la contenzione farmacologica? Ci sarà giustizia per Francesco
anche stavolta come a Salerno in appello per i fatti giudiziari con i
carabinieri (anno 1999).Ero presente a Salerno (udienza in appello).
L’udienza è stata introdotta con la relazione da parte di uno dei giudici
del collegio (una donna). Ricordo molto, molto bene: il Presidente della
Corte d’Appello nell’ascoltare la relazione si è messo le mani nei
capelli. Il disagio psichico di Francesco si è evidenziato dopo questi
ultimi fatti. Perchè Francesco ottenga giustizia (e Francesco a Vallo
della Lucania non è stato mai fortunato sino alla fine) e perchè la
psichiatria a Vallo della Lucania diventi umana, formulo a tutte le
persone che hanno manifestato attenzione e sensibilità la proposta di
costiture un comitato giustizia per Francesco. Vincenzo Serra (cognato di
Francesco)