| Comitato verità e
giustizia
per Francesco Mastrogiovanni (Franco) | ||
HOME PAGE
|
LAGER PSICHIATRICO Mura che
occultate Sabatino Catapano
PROSSIME INIZIATIVE:
IN PREPARAZIONE INIZIATIVA PER IL 22 FEBBRAIO 2010 CON LA RETE DEGLI STUDENTI DI SALERNO Reparto Psichiatria Vallo - Il giudice: era una corsia lager» Cilento Notizie › Vallo della Lucania › Cronaca SALERNO
- «Basti pensare solo al dolore che deve aver cagionato alla vittima il
continuo strofinio delle fasce di contenzione sulla ferita che aveva al
polso sinistro, profonda fino alla carne viva». L'ordinanza del gip di
Vallo della Lucania, Nicola Morrone, è spietata quanto le accuse che la
Procura muove ai 14 operatori sanitari indagati per sequestro di persona,
morte o lesioni. L'immagine di Francesco Mastrogiovanni che viene fuori
sia dalle riprese filmate della videocamera dell'ospedale che dal
provvedimento giudiziario è quella di «un uomo sofferente e in palese
difficoltà respiratoria», morto sì per edema polmonare, come risulta dalla
cartella clinica sequestrata, ma «connesso allo stato di forzata
immobilità al quale era costretto». L'immagine, invece, che viene fuori
del reparto di psichiatria dell'ospedale San Luca assomiglia a un campo di
concentramento dove «è prassi trattare così i pazienti». La figura dei
medici, infine, viene quasi sconsacrata: «le condotte abusive erano poste
in essere confidando nella difficoltà di disagio sociale dei pazienti e
nella possibilità di invocare una loro scarsa credibilità, perché affetti
da malattie psichiatriche». Invece, i filmati parlano chiaro.
Mastrogiovanni, così come un altro paziente G. M, sarebbe stato legato al
letto per tutto il periodo di degenza «anche se non aggressivo. Né veniva
alimentato o fatto bere». Per il gip, Mastrogiovanni non rifiutava il
cibo, né le cure mediche, né tantomeno le iniezioni, come invece
verbalizzato nella cartella clinica dell'ospedale. La magistratura
ricostruisce gli ultimi giorni di vita dell'insegnante. Alle 12.15 del
primo agosto, Mastrogiovanni arriva in ospedale con l'ambulanza e adagiato
sul letto del reparto. «Fino alle 12.41 è cosciente, non appare aggressivo
— si legge nell'ordinanza di sospensione di medici e infermieri — e alle
12.45 si sottopone a trattamento dei sanitari facendosi iniettare una
siringa intramuscolo. Alle 12.55 è così tranquillo che si prepara da solo
il letto e mangia il cibo fornito dall'ospedale. E' l'ultima volta che gli
sarà consentito di alimentarsi, poiché alle 13.08 si adagia sul letto e
rimane tranquillo fino al momento in cui gli saranno applicate le fasce di
contenzione. Da quel momento non sarà più slegato, né gli saranno forniti
acqua e cibo, e ciò fino al momento della sua morte». In una «sconcertante
sequela di abusi» conclude il gip. Pubblicata il: 02/02/2010 alle ore: 8:59:42
|
postmaster@giustiziaperfranco.it